Siamo di fronte al miglior anno mai visto per la città Rovigo in merito alle concentrazioni di pm10 nell’aria (estratte dai dati condivisi da Arpav Veneto). Il dato è incoraggiante e sarà ovviamente oggetto di approfondimenti, sicuramente importante è il lento e costante rinnovo del parco auto verso soluzioni sempre meno inquinanti analogamente per le caldaie domestiche il tutto combinato con un anno sostanzialmente mite ha dato questo risultato, che riassumiamo nel seguente grafico.

In questo grafico è chiara la progressione verso il basso nel numero degli sforamenti giornalieri (50 µg/m3) con solo 37 è il dato più prossimo al limite di legge di 35 sforamenti annuali indicati dalla legge. Dal 2030 entreranno in vigori nuovi limiti, massimo 18 annui, e soprattutto nuovi limiti ovvero 45 µg/m3. Applicando ipoteticamente i nuovi parametri avremmo raggiunto ben 43 superamenti. Insomma, abbiamo 4 anni per stabilizzare il risultato, poi dovremo fare molto di più.

In questo grafico invece abbiamo la media annuale. Il dato è serenamente sotto il limite di 40 µg/m3 previsto dalla norma e abbastanza stabile da una decina d’anni. Quest’anno si arriva ad una media di 28 µg/m3 il dato più basso mai registrato ma ancora molto lontano dal nuovo limite che entrerà in vigore dal 2030 ovvero di 20 µg/m3.
Il bicchiere è quindi mezzo pieno per i valori più bassi mai registrati, mezzo vuoto vista quanta strada abbiamo ancora da fare per avvicinarci ai limiti futuri. Non resta che spingere verso una ulteriore riduzione delle emissioni che, a nostro avviso, può arrivare solo da un intervento strutturato per ridurre la dipendenza dall’automobile dei rodigini: città 30.
