Mal’aria 2013


Legambiente ha pubblicato il dossier “Mal’Aria di Città” 2013. La pianura padana è l’area più critica e Rovigo conferma una pessima qualità dell’aria.In particolare, Rovigo è al tredicesimo posto per superamento dei limiti di Pm10 (polveri sottili), con 91 superamenti nel 2011. La soglia massima consentita sarebbe stata di 35 sforamenti. (La soglia di Pm10 consentita è di 50 μg/m3). Il capoluogo polesano è anche nella classifica delle città che superano la media annuale di Pm 2,5. Nel 2011 (ultimi dati disponibili), il valore medio annuo è di 31 μg/m3 a fronte di un tetto massimo di 25 μg/m3. E’ il quinto valore più alto tra i capoluoghi censiti e il secondo più alto in Veneto. Critici anche i dati sull’ozono: Rovigo ha superato la media giornaliera (120 μg/m3) 48 volte nel 2011, sforando il limite massimo di 25 giorni (28° valore in classifica).

Polveri sottili, ossidi di azoto, ozono e inquinamento acustico sono i parametri rilevati da Legambiente nel nuovo dossier, che confronta i dati di 95 capoluoghi italiani. Ben 52 hanno sforato il tetto massimo di 35 giorni di superamento del limite di Pm10. Ben 18 le città della pianura padana presenti tra le prime 20 posizioni.

In Veneto i dati registrati nei capoluoghi di Provincia sul Pm10 “salvano” Belluno, mentre Vicenza è al quinto posto con 114 giorni di sforamento, Verona al settimo con 103 giorni, Padova assieme a Rovigo al tredicesimo posto con 91 giorni di superamento, Treviso al quattordicesimo posto con 88 giorni e Venezia al ventesimo con 76 giorni.

Quanto al PM2,5 (la frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron), nonostante il monitoraggio sia obbligatorio dal 2011 e sia fissato il valore obiettivo di 25 microgrammi/metro cubo come media annuale, sono disponibili i dati di poche città. Tra quelle monitorate da Legambiente i valori del Pm2,5 sono fuori norma nel 50% delle città. Al primo posto ancora una volta le aree urbane della pianura padana (Torino, Padova e Milano) con un valore medio annuo tra 35 e 33 microgrammi/metro cubo.

In Veneto, oltre a Padova, guidano la classifica del Pm2,5 le città di Rovigo (al quinto posto con 31 μg/m3), Venezia (nona posizione, con 30 μg/m3) e Verona (al tredicesimo posto con 28 μg/m3).

In assenza di misure per contrastare il fenomeno, il 2013 rischia di riproporre i dati negativi dell’anno precedente, secondo Legambiente. Il problema della qualità dell’aria è stato rilevato in misura preoccupante dall’Arpav nei giorni dell’Epifania, quando l’accensione dei roghi in molte città e paesi ha fatto triplicare i valori di Pm10. I valori più alti sono stati registrati a Venezia con 313 μg/m3 e Treviso con 273 μg/m3, seguiti da Rovigo (228 μg/m3), Padova con 172 (μg/m3), Verona con 166 (μg/m3) e Vicenza con 148 (μg/m3).

Le cause dell’inquinamento sono principalmente i processi industriali e di produzione di energia, il traffico e i riscaldamenti in città. Legambiente propone risposte fondate sul governo della mobilità (messa al bando dei mezzi più inquinanti e incentivazione dei mezzi pubblici, potenziando infrastrutture ferroviarie e servizi per la mobilità collettiva), sulle autorizzazioni per siti produttivi e centrali elettriche, su politiche di efficienza energetica degli edifici, diffusione di fonti rinnovabili e pulite per la produzione di energia e per il riscaldamento delle abitazioni.

Per scaricare il comunicato stampa ed il Dossier Legambiente.it